IBM: la penuria di chip durerà per anni

IBM: la penuria di chip durerà per anni

I portavoce del colosso californiano IBM hanno voluto dire la loro riguardo alla carenza di offerta che ha caratterizzato il mercato dei semiconduttori nel corso degli ultimi mesi. Secondo le conclusioni formulate in seno all'azienda la situazione attuale potrebbe perdurare anche per tutto il 2021 e il 2022 per poi risolversi al più presto entro il 2023.

Sarebbe di questo parere lo stesso presidente di Big Blue, Jim Whitehurst, secondo il quale neanche il 2023 potrebbe riportare la serenità in un settore scopertosi improvvisamente travagliato. Si ricordi infatti che le due economie dalle quali proviene la maggiore domanda di chip, USA e Cina, sono ben lontane dal poter soddisfare il proprio fabbisogno interno.

Whitehurst, che conosce molto bene il mercato di cui parla, avrebbe ricordato che per quanto possano essere performanti e automatizzati i processi produttivi si manifestano sempre dei ritardi rilevanti quando una nuova tecnologia deve essere distribuita a livello commerciale. Ci vorranno quindi anni prima che gli attuali limiti nella realizzazione dei semiconduttori vengano superati.

Gli effetti della contrazione dell'offerta si starebbero sentendo in particolare nella produzione di schede grafiche, oggi difficilmente reperibili anche per il mercato consumer e spesso acquistabili soltanto a patto di sostenere una spesa elevata, e in quella di prodotti destinati al grande pubblico come per esempio le console videoludiche.

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Per fronteggiare la situazione venutasi a creare alcuni Paesi si starebbero impegnando per assicurarsi grandi quantità di chip, a tal proposito basterebbe citare il caso della Cina che soltanto lo scorso marzo avrebbe spesso quasi 36 miliardi di dollari per l'acquisto di quasi 59 milioni di componenti stabilendo un nuovo record di importazioni.

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