USA: quando i chipset non bastano

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USA: quando i chipset non bastano

La Semiconductors in America Coalition è un'associazione nata recentemente che riunisce alcune delle realtà più importanti degli Stati Uniti nel settore dell'High Tech. Tra di esse vi sono anche AWS (Amazon Web Services), Apple, Microsoft, Alphabet (Google) e Intel, tutte società interessate all'acquisto o alla vendita di processori.

Lo scopo di questa coalizione è quello di richiedere l'applicazione da parte del Congresso USA del cosiddetto Chips for America Act, una misura istituzionale per la quale in Presidente Joe Biden ha deciso di stanziare ben 50 miliardi di dollari. A livello pratico si parla di finanziamenti volti a facilitare il funzionamento della supply chain nel mercato dei semiconduttori.

L'iniziativa nasce dal fatto che attualmente stiamo assistendo ad una vera e propria penuria di processori, la loro reperibilità sarebbe talmente limitata che alcune aziende impegnate nel comparto automotive prevedono di diminuire drasticamente la produzione dei prossimi mesi. Ford, ad esempio, potrebbe doverla dimezzare prima della fine del secondo trimestre 2020.

A frenare i decisori pubblici sarebbe attualmente il fatto che una legge non sarebbe in grado di aumentare la produzione di semiconduttori, questi infatti dovrebbero essere dirottati da un'industria verso un'altra e a pagarne le spese potrebbero essere le imprese se si occupano di produrre energia elettrica. Una strategia del genere potrebbe però non essere esente da complicazioni.

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Stando così le cose il Chips for America Act rappresenterebbe la giusta soluzione per non favorire un settore a discapito di un altro, ciononostante il problema sembrerebbe essere destinato a ripresentarsi in quanto la maggior parte dei chipset vengono realizzati in Giappone, Taiwan o Sudcorea mentre gli USA (così come la Cina) sarebbero molto lontane dal produrne abbastanza per soddisfare il proprio fabbisogno.

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