Smart working: le aziende cercano skill "ibride"

Smart working: le aziende cercano skill "ibride"

Uno studio realizzato in partnership tra Fondazione Nord Est e Umana su un campione di oltre 500 imprese di tutti i settori e dimensioni evidenzierebbe come tra gli imprenditori starebbe emergendo sia un clima di incertezza, che si riflette sulle prospettive per il futuro, che una pronta risposta al nuovo contesto competitivo con revisione dei modelli organizzativi e nuove scelte su competenze e strategie formative.

Per circa l'80% degli intervistati le modalità di lavoro vedranno crescere il ricorso allo smart working con una ricaduta rilevante sulle competenze e le abilità richieste ai collaboratori che non dovranno essere unicamente digitali ma anche inerenti alla capacità di lavorare in autonomia e per obiettivi. Ciò indipendentemente dalle disposizioni di Legge.

Perché il "lavoro da casa" possa essere considerato smart working a tutti gli effetti con benefici per un'attività economica, e di conseguenza non generi danno alla produttività (citato dal 65.1% del campione) o al clima aziendale (73%), sarebbe necessario sviluppare una diversa cultura organizzativa nonché integrare una dotazione tecnologica adeguata.

Oltre alle competenze specifiche saranno richieste skill tecnologiche digitali ed organizzative

Secondo l'87.1% degli intervistati, alla luce degli attuali cambiamenti il mercato non richiederà soltanto lavoratori responsabili in grado di gestire autonomamente il proprio tempo e di raggiungere degli obiettivi, ma anche un'organizzazione del lavoro diversa e una dirigenza che sappia andare oltre la logica del controllo fisico dei lavoratori a favore di un modello in cui fiducia e definizione dei risultati rappresentino un metro di giudizio.

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Le imprese ricercheranno sempre più diffusamente un mix di competenze in cui, accanto alle conoscenze tecniche (le più rilevanti per il 23.8% del campione) e digitali (30%), cresce l'importanza di alcune abilità traversali che rendono le professioni sempre più "ibride". A breve è quindi previsto un incremento costante di lavoratori in grado di gestire situazioni e problemi imprevisti (43.7%) nonché farsi carico di attività sfidanti (40.5%).

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