Smart working: il 10% dei dipendenti aggirerà i controlli

Smart working: il 10% dei dipendenti aggirerà i controlli

Secondo i ricercatori di Gartner, nel prossimo futuro almeno il 10% dei dipendenti cercherà un modo con cui bypassare i controlli sulla produttività delle sessioni di smart working. Questo tipo di monitoraggio viene effettuato anche tramite applicazioni basate sull'Intelligenza Artificiale e i tentativi di raggirarlo potrebbero diventare sempre più diffusi in un arco temporale di previsione che arriva al 2023.

Con tutta probabilità le aziende che dovranno gestire la maggior parte delle problematiche legate agli abusi dei collaboratori saranno quelle che fino ai giorni precedenti l'esplosione dell'emergenza pandemica basavano la maggior parte delle verifiche sul controllo visivo. In molti casi infatti queste ultime sono ancora in piena fase di aggiornamento dei propri processi di business.

Le motivazioni che potrebbero dar luogo ai raggiri sarebbero le più disparate, come per esempio la semplice volontà di rivalsa nei confronti del datore di lavoro, l'intenzione di guadagnare di più lavorando meno ore o l'ottenimento di bonus produttività più elevati. A ciò si aggiunga che non tutti i dipendenti sarebbero disposti a cedere dati personali per consentire il monitoraggio della propria attività.

Confronto continuo con i dipendenti e intelligenza artificiale potrebbero essere la soluzione

Per gli esperti di Gartner l'unica soluzione a disposizione delle imprese risiede in un confronto continuo con i lavoratori, soprattutto in considerazione del fatto che gli strumenti utilizzati fino ad ora per il controllo della produttività vengono spesso considerati troppo macchinosi e poco trasparenti da questi ultimi, senza contare che i sistemi di valutazione richiedo tempo e risorse che potrebbero essere utilizzati diversamente.

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A livello tecnico sarà necessario creare nuove applicazioni basate sull'AI che tengano conto della employee experience, questo perché fino ad ora le software house hanno sviluppato sistemi incentrati su schemi mutuati dalla customer experience, un approccio che non sembrerebbe essersi rivelato valido quando a dover essere gestito è un rapporto di collaborazione.

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