Solid: la privacy secondo il papà di Internet

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Solid: la privacy secondo il papà di Internet

Tim Berners Lee, informatico britannico a cui (insieme a Robert Cailliau) si deve il World Wide Web, ha presentato Solid (da "social linked data"). Il progetto nasce dalla necessità di offrire una maggiore tutela agli utenti per quanto riguarda la gestione dei dati personali, soprattutto in un momento in cui la grandi compagnie del Web non sembrerebbero in grado di fornire una protezione adeguata.

E' delle scorse ora le notizia di un attacco che avrebbe portato alla compromissione di ben 50 milioni di account Facebook, Berners Lee risponde quindi con una piattaforma basata sulla decentralizzazione dei dati che garantisce piena libertà di spostarli, decidere chi potrà leggerli o meno e quali applicazioni possono avere accesso ad essi.

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In sostanza Solid sarebbe stato concepito per evitare i blocchi sui dati imposti dai vendor. Il passaggio da uno servizio di storage ad un altro avverrà senza dover richiedere alcuna autorizzazione o intervento di terze parti, nel contempo non verranno perse le connessioni ai social network eventualmente attivate prima della migrazione.

Rilasciato sotto licenza Open Source, Solid è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra Berners Lee e i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Alla base del suo funzionamento vi è il sistema Solid Pod, una sorta di spazio di memoria dedicato ai dati personali di cui soltanto i legittimi proprietari potranno decidere il destino.

Tecnicamente Solid consente di linkare le informazioni in esso contenute all'interno di risorse esterne, la rimozione di un link consentirà di non mettere più a disposizione le informazioni condivise con un soggetto specifico. Date le sue caratteristiche, Solid può essere utilizzato anche per le procedure di autenticazione senza doversi appoggiare a servizi di terze parti.

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