Tim Berners-Lee: una startup per la privacy

Tim Berners-Lee: una startup per la privacy

Tim Berners-Lee, informatico britannico a cui si deve la paternità del Web, ha creato una startup il cui scopo è quello di restituire agli utenti la titolarità dei propri dati. Il progetto prende il nome di Inrupt è ha chiaramente l'obbiettivo di limitare il controllo delle Big Company sulle informazioni personali che quotidianamente circolano in Rete.

Il lavoro di Inrupt non parte da zero, la compagnia è infatti impegnata nello sviluppo di una piattaforma Open Source denominata Solid basata sul Data Transfer Project nato nel 2018 per definire uno standard dedicato alla portabilità dei dati. Solid dovrebbe fungere da intermediaria tra utenti e servizi, i primi avranno così la possibilità di decidere dove dovranno essere memorizzati i propri dati.

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Stesso discorso per quanto riguarda le applicazioni, soluzioni che Berners-Lee non ha mai osteggiato in via di principio ma che ritiene non sicure per quanto riguarda il rispetto della privacy. Grazie a Solid queste ultime dovrebbero poter accedere ancora alle informazioni degli utenti, ma esse rimarranno nella disponibilità di chi le ha fornite.

La piattaforma offre una sorta di spazio di memoria chiamato Pod, un utente potrà generare più Pod e gestirli come posizioni a partire dalle quali amministrare i propri dati. Se un'applicazione (o un servizio) non dovesse essere più autorizzata ad accedere ad un determinato Pod, le verrà negato anche il trattamento dei dati che a esso fanno riferimento.

Curiosamente, tra i maggiori investitori che hanno scommesso sul Data Transfer Project vi sarebbero nomi quali Google, Facebook e Twitter. Dato che si tratta di aziende che hanno nell'elaborazione dei dati il loro core business, è probabile che le loro iniezioni di capitali siano dovute all'esigenza di assistere da vicino all'evoluzione dell'iniziativa.

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