Le Big Company "soffrono" di Coronavirus

L'epidemia di Coronavirus (COVID-19) ormai giunta anche nel nostro Paese starebbe infliggendo un duro colpo alle quotazioni in Borsa delle maggiori aziende High Tech, a dimostrarlo vi sarebbero i circa 250 miliardi di dollari lasciati sul campo nel corso della contrattazioni svoltesi nella giornata di lunedì 24 febbraio. Si starebbero facendo quindi più concrete le preoccupazione per un rallentamento dell'economia mondiale.

A subire tale danno sarebbero state Alphabet (la holding di cui fa parte Google), Amazon, Apple, Facebook e Microsoft, cioè le 5 compagnie tecnologiche che attualmente vantano le capitalizzazioni più elevate all'interno dell'indice S&P 500. Nel complesso quest'ultimo avrebbe perduto 3.6 punti percentuali a causa delle flessioni registrate dai titoli azionari coinvolti.

Tutto ciò starebbe avvenendo proprio quando la virulenza del contagio sembrerebbe entrata in fase calante, soprattutto stando ai numeri comunicati dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per quanto riguarda la Cina. E' vero che l'infezione si è estesa oltre le attese in paesi come l'Iran, la Corea del Sud e la stessa Italia, ma si parla di cifre tutto sommato contenute.

E' quindi probabile che in poco tempo giungano notizie migliori anche dai mercati ma alcune società, come per esempio la Casa di Cupertino, avrebbero già comunicato di aspettarsi che i prossimi risultati finanziari saranno inferiori alle previsioni iniziali degli analisti. In generale è plausibile che saranno veramente poche le aziende che supereranno l'attuale quarto in modo indolore.

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Tale destino dovrebbe coinvolgere anche i due principali gruppi di Menlo Park e Mountain View nonostante il loro coinvolgimento nel mercato cinese sia marginale se non addirittura nullo, questo perché il comportamento degli indici di Borsa non è necessariamente razionale, esattamente come spesso non lo sono le reazioni umane alle emergenze.

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