Il "valore" della privacy per gli Italiani

Il "valore" della privacy per gli Italiani

Il Norton LifeLock Cyber Safety Insights Report 2018, stilato sulla base di dati raccolti da The Harris Poll per conto di Norton LifeLock che è una sussidiaria di Symantec, evidenzierebbe come il 96% dei nostri connazionali ritenga fondamentale che le aziende diano agli utenti la possibilità di mantenere il controllo sui propri dati, anche se ceduti per fruire di un prodotto o di un servizio.

Per contro l'86% degli Italiani intervistati sarebbe convinto che i social network non possano garantire un livello accettabile di tutela della riservatezza, questo sarebbe infatti uno dei principali motivi per cui un quinto del campione avrebbe deciso di cancellare il proprio account nel corso dell'anno precedente la rilevazione.

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Non tutti i dati personali sembrerebbero avere però il medesimo valore, a tal proposito il 53% degli utenti si sarebbe definito desponibile a vendere la propria posizione geografica, il 52% la cronologia delle ricerche su Internet e un 23% informazioni riportate sui documenti di identità. Le percentuali aumenterebbero ulteriormente considerando gli appartenenti alla fascia d'età compresa tra i 18 e i 38 anni.

Come interpretare quest'ultimo dato? I più giovani sono più interessati ad un eventuale guadagno che alla privacy online? Probabilmente la spiegazione andrebbe ricercata proprio in una loro maggiore conoscenza del mezzo, con la convinzione che le piattaforme siano comunque in grado di recuperare i dati sensibili di loro interesse.

Il 2018 sarebbe stato infine un anno particolarmente duro per quanto riguarda le problematiche causate dalle minacce informatiche. Esse avrebbero prodotto nel complesso 1.2 miliardi di euro di danni e una perdita pari a 117 milioni di ore di lavoro per l'esecuzione dei necessari interventi, 18 milioni di nostri connazionali avrebbero fronteggiato l'azione dei malware nel 2018.

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