Garante Privacy: no ai voti online

Garante Privacy: no ai voti online

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali Antonello Soro ha espresso ufficialmente la sua posizione contraria nei confronti dell'eventualità di pubblciare gli esiti degli scrutini, e di conseguenza i voti scolastici, online. Tale ipotesi era stata paventata come soluzione per garantire il distanziamento sociale in alternativa alla classica esposizione nelle scuole.

Come precisato dal Presidente dell'Authority, a differenza delle forme tradizionali di pubblicità la pubblicazione online dei voti in Rete costituisce una forma di diffusione di dati molto più invasiva. La prima modalità ha inoltre una base normativa che consente la tutela dei dati personali degli studenti, cosa che ancora non si potrebbe dire per la seconda.

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Stando così le cose Soro avrebbe sostanzialmente confermato quelle che sono le convinzioni in merito già espresse dal Miur (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) secondo cui il Registro Elettronico costituirebbe da solo uno strumento sufficiente per garantire sia la pubblicità degli esiti che la tutela della privacy.

Tra i maggiori rischi della pubblicazione online vi sarebbe per esempio quello relativo al fatto che i voti potrebbero restare disponibili per un tempo indefinito ed essere visualizzati anche da estranei. In che modo potrebbero essere trattati tali dati una volta raccolti da terze parti non coinvolte direttamente nella formazione degli studenti?

A tal proposito il Garante ha voluto ricordare che la maggior parte dei soggetti interessati sono dei minori, un'eventuale violazione dei loro dati personali potrebbe avere ripercussioni anche gravi sullo sviluppo della personalità e sulla qualità del rapporto con gli istituti scolastici, rischi che potrebbero moltiplicarsi a danno di chi ha ricevuto valutazioni negative.

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