Apple: l'App Store non è l'unica soluzione

Apple: l'App Store non è l'unica soluzione

I responsabili dell'App Store, marketplace della Casa di Cupertino che consente di pubblicare applicazioni per il sistema operativo mobile iOS, hanno voluto specificare che tale piattaforma supporta pienamente anche le Web Application. Per capire il motivo di questa precisazione è necessario spostarsi in un continente lontano, il più lontano da noti, l'Australia.

Facciamo quindi un passo indietro e spostiamoci di migliaia di chilometri verso est dove l'ACCC (Australian Competition and Consumer Commission) avrebbe dato vita ad un'inchiesta a carico di Mountain View, relativamente al Google Play Store, e alla stessa Apple, con il già citato App Store, per verificare se queste due società non stiano abusando della propria posizione dominante nel mercato delle App.

Il sospetto della Commissione riguarderebbe il fatto che per gli sviluppatori potrebbero non esistere strade alternative ai marketplace ufficiali al fine di distribuire le proprie applicazioni, a tal proposito basterebbe citare il caso della Epic Games (software house di Fortnite) e del suo scontro con la Mela Morsicata per via dell'obbligo di pagare commissioni sugli acquisti in-App ai titolari degli OS.

Da parte sua il gruppo capitanato da Tim Cook avrebbe risposto all'ACCC che chiunque volendo potrebbe creare un titolo per iOS sotto forma di Web application e distribuirlo tramite il proprio sito Internet o un altro canale che non sia l'App Store, il tutto senza dover riconoscere alcunché ad Apple e trovando una propria alternativa dal punto di vista della monetizzazione.

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Presentando degli esempi a supporto della propria linea di difesa, Cupertino avrebbe citato i casi di xCloud (soluzione realizzata da Microsoft) e Stadia (Big G) che vengono messe a disposizione degli utenti in versione PWA (Progressive Web App), riuscendo a garantire in questo modo performance paragonabili a quelle delle applicazioni native.

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