Commissione Europea: usate Signal, non WhatsApp

Recentemente i vertici della Commissione Europea hanno richiesto a tutti i componenti del proprio team di rinunciare alle applicazioni per la messaggistica istantanea come WhatsApp e di sostituirle con Signal, una soluzione ritenuta molto più affidabile dal punto di vista della sicurezza delle comunicazioni ufficiali. I Commissari seguono così lo stesso percorso scelto dall'ONU che ha bannato WhatsApp dai suoi uffici.

La scelta di Signal arriva forse un po' a sorpresa in quanto la maggior parte delle previsioni vedevano in Telegram l'alternativa ideale per sostituire l'App di proprietà di Facebook. Curiosamente si tratta di un progetto che vede tra i suoi promotori Brian Acton, uno dei fondatori di WhatsApp, che nel 2017 lasciò l'azienda capitanata da Mark Zuckerberg dopo diversi contrasti con quest'ultimo.

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Nata nel 2013, esattamente come WhatsApp Signal sfrutta lo standard per la semplificazione delle comunicazioni definito dall'Open Whisper Systems, ma è un'applicazione libera e aperta. La sua licenza Open Source (GPLv3) consente non soltanto di monitorare costantemente l'evoluzione dei sorgenti ma anche di partecipare alla loro implementazione.

La maggiore preoccupazione della Commissione Europea riguarda il rispetto della riservatezza, necessità che potrebbe non essere soddisfatta da un'applicazione quale WhatsApp che fa capo ad un'azienda come Menlo Park il cui business principale risiede proprio nella raccolta, l'analisi e l'elaborazione dei dati personali per finalità di marketing.

Signal, disponibile per i sistemi operativi mobile Android e iOS nonché per le piattaforme Desktop Windows, Linux e MacOS, registra nei propri Data Center soltanto l'informazione relativa alla data in cui un utente si collega al servizio, non vengono invece archiviate le chat testuali, le immagini di profilo, i dati riguardanti il posizionamento e la rubrica.

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