Coronavirus: cresce il mercato dello smart working

La recente epidemia di Coronavirus (COVID-19) ha costretto milioni di aziende a sfruttare soluzioni per lo smart working con cui permettere ai propri collaboratori di lavorare da casa, l'esempio dell'Italia è ancora più emblematico perché pochi altri paesi sono stati colpiti come il nostro da un contagio che può essere fermato solo limitando fortemente gli spostamenti.

In un clima del genere è normale che le compagnie specializzate in piattaforme per il lavoro agile abbiano visto crescere notevolmente il proprio giro d'affari. La ricerca di applicazioni per la messaggistica istantanea in ambito enterprise, la condivisione di risorse, le videoconferenze e lo sviluppo di progetti in team è cresciuta notevolmente, così come la propensione all'investimento in questo settore.

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Non è quindi un caso che quest'anno realtà come Zoom, Slack e RingCentral abbiano registrato incrementi a doppia cifra dei propri titoli azionari. Nel medesimo comparto operano però anche diverse Big Company dell'High Tech come per esempio la Casa di Redmond, con il suo Microsoft Teams, e Google con tool come Hangouts Meet.

Stando a quanto dichiarato in proposito da Jared Spataro, Corporate Vice President presso Microsoft e responsabile per il product marketing e il business management di Microsoft 365, a partire dal 21 gennaio del 2020 l'utilizzo di applicazioni per i meeting online del gruppo capitanato da Satya Nadella avrebbero registrato un incremento del 500%.

Il fenomeno che vede la maggiore diffusione del lavoro agile sarebbe ormai di portata mondiale e, esattamente come l'epidemia, avrebbe avuto inizio dalla Cina dove operano alcune società leader del settore smart working. In fase di crescita iniziale si sarebbero inoltre verificati diversi episodi di downtime e disservizi a causa dell'intenso traffico generato.

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