Cyber-sicurezza: ci salverà l'AI

Ponemon Institute ha svolto per conto di Aruba lo studio "Closing the IT Security Gap with Automation & AI in the Era of IoT", una ricerca che ha coinvolto ben 4 mila professionisti del settore IT e della Cyber-sicurezza in America, Asia e Vecchio Continente, tutti chiamati a rispondere a domande riguardanti le soluzioni adottate per la protezione delle proprie infrastrutture informatiche aziendali.

Il panorama descritto dai dati raccolti appare meno ottimistico di quanto non si possa pensare, gli intervistati infatti sarebbero in buona parte concordi sul fatto che gli investimenti effettuati, spesso ingenti, non si sarebbero rivelati sufficienti per la protezione contro attacchi mirati. Soltanto tecnologie avanzate basate sull'Intelligenza Artificiale potrebbero elevare gli attuali standard di sicurezza.

Il 45% dei professionisti contattati avrebbe rivelato di adottare più di uno strumento (tra i 10 e i 75) per tutelare i propri sistemi e i dati gestiti attraverso di essi, queste soluzioni non verrebbero però impiegate sempre in modo coordinato e, spesso, apparirebbero sottoutilizzate considerando il costo della loro attivazione e implementazione.

Mancherebbe poi personale in grado di fornire competenze avanzate in tema di Cyber-sicurezza, ad essere carente sarebbe in particolare l'offerta di lavoro da parte di professionisti in grado di fronteggiare azioni malevole su vasta scala. Ciò determinerebbe anche un alto costo delle retribuzioni per tali figure senza garanzia di risultato.

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La maggior parte degli intervistati avrebbe indicato nell'Intelligenza Artificiale, nell'automatizzazione dei processi di protezione e negli algoritmi per le verifiche di integrità dei sistemi le migliori soluzioni con il Cyber-crimine. Ad oggi però soltanto un quarto delle aziende interessate dalla ricerca avrebbe già provveduto ad integrare questo tipo di strumenti.

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