Cybersecurity: aumenta la frequenza degli errori umani

Secondo quanto riportato nell'ultimo studio di ENISA (European Union Agency for Cybersecurity), nel corso del 2019 gli incidenti di sicurezza a carico delle reti informatiche e di comunicazioni avrebbero avuto un costo pari a ben 1 miliardo di ore-utente. Durante il periodo considerato soltanto nel Vecchio Continente sarebbero stati censiti almeno 153 episodi malevoli.

In quasi il 50% dei casi gli incidenti registrati in Europa sarebbero stati la diretta conseguenza di malfunzionamenti a carico dei sistemi, seguirebbero il classico "errore umano" (fattore che avrebbe registrato un forte incremento rispetto all'anno precedente), problematiche a livello hardware e, infine, interruzioni della corrente elettrica.

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Se da una parte, come sottolineato in precedenza, gli errori di sistema rappresenterebbero ancora oggi la principale causa di incidenti, dall'altra andrebbe osservato come la frequenza di questi ultimi sembrerebbe essere in netta diminuzione. Tale tendenza si sarebbe affermata sopratutto negli ultimi 4 anni è potrebbe essere ancora più marcata nel prossimo futuro.

L'errore umano si piazzerebbe invece al secondo posto con una percentuale pari a 26 punti, al contrario dei malfunzionamenti di sistema esso sarebbe sempre più frequente, tanto da raddoppiare il suo peso nel corso degli ultimi 12 mesi. Meno rilevante, ma di poco, il ruolo dei malfunzionamenti hardware con il 23% sul totale degli incidenti.

E' probabile che presto il numero di incidenti rilevati sia destinato a crescere, questo perché entro il 21 dicembre 2020 gli stati membri della UE dovranno recepire la nuova normativa sulle telecomunicazioni nella quale è previsto l'obbligo di comunicazione degli episodi anche nel caso in cui essi incidano sulla riservatezza e l'integrità dei dati.

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