Escluso il ritorno della penale per cambio operatore

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Nelle scorse ore la proposta di un emendamento (comma 3-ter dell'articolo 16) nel disegno di legge sulla concorrenza approvato nel fine settimana dal Consiglio dei Ministri, aveva fatto temere una possibile reintroduzione delle penali per cambio operatore prima della scadenza naturale dei contratti che erano state rimosse nel 2006 con il Decreto Bersani.

A smentire questa infausta eventualità sarebbe stato però un apposito comunicato stampa ufficiale del Ministero dello sviluppo economico, in esso il dicastero avrebbe specificato che i contratti di abbonamento per la telefonia fissa e mobile, per Internet o per le Tv premium non potranno essere condizionati all'accettazione di una penale per la rescissione anticipata.

Come spiegato dal Ministero guidato da Federica Guidi, la norma inserita nel disegno di legge non dovrebbe cambiare le disposizioni in materia di recesso anticipato, essa infatti si limiterebbe a disciplinare i costi di uscita dalle promozioni legate ai servizi erogati, si pensi per esempio alla fornitura di uno smartphone in comodato d'uso.

Tale norma imporrebbe inoltre che i costi per l'utenza siano proporzionati al reale valore del contratto e alla durata della promozione tenendo conto della sua validità residua; la durata delle promozioni non potrà in ogni caso superare i 24 mesi e l'operatore dovrà informare nel dettaglio il cliente di tutti i costi previsti per l'offerta.

Lungi dal voler reintrodurre alcuna penale, l'emendamento sarebbe stato presentato proprio per incentivare le aziende ad adottare comportamenti trasparenti nei confronti dei consumatori che, molto spesso, sono interessati ad aderire a delle promozioni senza però conoscere a fondo le clausole a cui esse sono legate.

Claudio Garau

Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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