Facebook compra GIPHY e l'antitrust indaga

Come è noto a metà dello scorso mese il gruppo capitanato da Mark Zuckerberg ha deciso di mettere sul piatto ben 400 milioni di dollari per prendere il controllo di GIPHY, uno dei più grandi database al Mondo di Gif animate che mette a disposizione anche un motore di ricerca con cui gli utenti possono reperire facilmente i contenuti da condividere.

All'atto dell'acquisizione i portavoce di Facebook si erano affrettati a chiarire che, nonostante il passaggio di proprietà, GIPHY non sarebbe divenuto accessibile dal solo social netwok e dalle altre applicazioni di Menlo Park (come per esempio Messenger, Instagram e WhatsApp) e che nessuna piattaforma di terze parti sarebbe rimasta esclusa.

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Nonostante ciò il Congresso di Washington avrebbe deciso di verificare l'assenza di eventuali ostacoli alla libera concorrenza, un'iniziativa replicata a distanza di pochi giorni dall'Authority antitrust del Regno Unito. Quest'ultima avrebbe richiesto un totale congelamento dell'acquisizione in attesa che l'indagine a riguardo venga completata.

A tal proposito la Competition and Markets Authority avrebbe dato vita ad un iter che prevede la partecipazione di tutti i soggetti potenzialmente coinvolti nell'operazione, comprese le aziende e le organizzazioni di terze parti che a loro parere potrebbero subirne un danno. Esse avranno tempo fino al 3 luglio prossimo per inviare i propri feedback.

La storia delle diatribe tra Facebook e antitrust britannico dura ormai da diversi anni e nessuna delle indagini svolte si sarebbe conclusa con una sanzione a carico della compagnia statunitense, basti pensare che neanche in un affare colossale come quello che portò all'acquisizione di WhatsApp per 19.3 miliardi di dollari fù possibile ravvisare dei comportamenti anticoncorrenziali.

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