Facebook acquisisce GIPHY e il Congresso indaga

Facebook acquisisce GIPHY e il Congresso indaga

La settimana scorsa i portavoce di Facebook hanno confermato la volontà di acquisire il gruppo GIPHY, società che fa capo al noto database online per la ricerca di Gif animate, per un'offerta che dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 milioni di dollari. La cifra non è esorbitante, il panorama High Tech ci ha abituato a operazioni ben più consistenti, ma sarebbe stata sufficiente ad attirare l'attenzione del Congresso di Washington.

Curiosamente l'acquisizione sarebbe stata contestata sia dal fronte democratico che da quello repubblicano, situazione abbastanza anomala considerando quanto le due fazioni siano contrapposte per via dell'attuale inquilino di Pennsylvania Avenue e tenendo conto che le elezioni presidenziali previste per novembre si stanno avvicinando sempre di più.

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A monte della diatriba tra Menlo Park e Congresso vi sarebbe la discussione intorno al Pandemic Anti-Monopoly Act, una misura antitrust non ancora approvata che se introdotta potrebbe impedire alle società più strutturate (e meno colpite dalla crisi dovuta alla pandemia di Coronavirus) di prendere il controllo delle realtà più piccole o in difficoltà.

Stando alle indiscrezioni attualmente circolanti alcuni senatori avrebbero ravvisato delle similitudini tra l'operazione di Facebook su GIPHY e quella che a suo tempo vide Google acquisire DoubleClick, il sospetto è che in questo modo Mark Zuckerberg e soci possano sfruttare un ulteriore canale per raccoglie le informazioni personali degli utenti.

Facebook ha assicurato che nonostante l'ingresso di GIPHY nella sua grande famiglia le risorse utilizzabili tramite la sua applicazione continueranno ad essere accessibili anche da piattaforme di terze parti. A questo punto si attende la risposta di un Congresso che mai come nel corso degli ultimi anni ha espresso obiezioni sulla condotta dei social network.

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