E-fattura: bilanci differenti sull'esordio

E-fattura: bilanci differenti sull'esordio

Entrato in vigore il I gennaio del 2019, l'obbligo di fatturazione elettronica anche tra privati (B2B) è ora una realtà con cui (quasi) tutte le attività economiche devono fare i conti. Ma come è andato l'esordio di questo nuovo sistema? Attualmente i pareri sono discordanti, ma possiamo dire che (per ora?) l'Apocalisse attesa non c'è stata.

Stando ai dati diffusi dall'Agenzia delle Entrate, nel corso dei primi 4 giorni del nuovo anno sarebbero state emesse in media 700 mila fatture elettroniche ogni 24 ore per un totale di 2.8 milioni di unità. 120 mila gli operatori coinvolti nel periodo considerato, mentre la percentuale di errori si sarebbe assestata intorno ad un 6% considerato fisiologico dai portavoce del Fisco.

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Inoltre, sempre secondo le dichiarazioni dell'Agenzia, nella maggioranza dei casi gli errori rilevati sarebbero stati tali che avrebbero invaludato anche delle fatture in formato cartaceo. Nel 2015, quando vebbe introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, la percentuale di errori registrata sarebbe stata ben più alta: il 30%.

Ad aver espresso un giudizio positivo sul debutto della e-fattura sarebbe stata anche la Confcommercio, mentre Codacons si starebbe preparando a presentare un esposto per interruzione di servizio. Negative anche le conclusioni dell'Associazione dei Commercialisti secondo cui diversi operatori avrebbero segnalato la possibilità di accedere al portale Fatture e Corrispettivi.

Non sarebbero mancate delle reazioni negative anche da parte della politica, con il deputato forzista Galeazzo Bignami che avrebbe richiesto le dimissioni del Generale Antonino Maggiore direttore dell'Agenzia delle Entrate. Per il parlamentare azzurro l'e-fattura rappresenterebbe infatti una penalizzazione per partite IVA, commercianti, micro imprese e artigiani.

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