L'IoT avanza, manca la sicurezza

La società di sicurezza informatica Kaspersky ha recentemente distribuito un report intitolato "Superpowers demand responsibility: The collision of efficiency and privacy in IoT" nel quale vengono presentati i tassi di adozione dei dispositivi e delle applicazioni basati sull'IoT (Internet of Things) presso i diversi settori industriali ed economici.

Analizzando i dati a disposizione non sorprende scoprire che l'Information Technology e le comunicazioni sono i due comparti che ricorrono maggiormente a questo tipo di soluzioni (71%), al secondo posto il Finance (68%) e in terza posizione la Sanità (66%). Il tasso di adozione medio sarebbe invece pari al 61% con un incremento di 10 punti percentuali anno su anno.

L'affermazione dell'IoT su scala mondiale sarebbe stata accompagnata dalla crescita costante di attacchi da parte di utenti malintenzionati interessati a violare sistemi incentrati sugli oggetti connessi e sottrarre dati, nel primo semestre del 2019 gli episodi malevoli registrati avrebbero superato quota 105 milioni contro i 12 milioni del 2018.

Complessivamente gli attacchi correlati ai device IoT avrebbero coinvolto il 28% delle imprese che impiegano piattaforme telematiche. Un dato così rilevante è dovuto anche al fatto che in moltissimi casi (cioè circa il 20% delle aziende) titolari e collaboratori non saprebbero riconoscere quali oggetti connessi vengono utilizzati in ambiente lavorativo.

A quanto detto si aggiunga il fatto che attualmente i professionisti specializzati in Cybersecurity sono difficilmente reperibili e non sempre alla portata delle realtà meno strutturate, questo porterebbe a ignorare alcune pratiche basilari dal punto di vista della sicurezza tra cui per esempio l'accesso ai terminali da parte di terzi, come nel caso in cui ci si connette ad una rete aziendale tramite un dispositivi privato.

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