Nuovi codici per le fatture elettroniche

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Nuovi codici per le fatture elettroniche

Con l'inizio del nuovo anno sono cambiati anche alcuni dei codici utilizzati per il confezionamento dei file XML che permettono il tracciamento delle fatture elettroniche. Quando si invia un documento al sistema d'interscambio questo può essere infatti tracciato attraverso i dati riportati nel markup XML ad esso associato, cioè è però possibile solo rispettando le specifiche definite da Sogei (Società Generale d'Informatica S.p.A).

I nuovi codici, introdotti ufficialmente il 1° gennaio del 2021 sulla base di standard che sono stati stabiliti lo scorso febbraio, riguardano in particolare le informazioni relative all'IVA (Imposta Valore Aggiunto) con l'obbiettivo di identificare più facilmente le diverse tipologie e rendere più semplice la consultazione dei documenti veicolati tramite l'SdI.

Le nuove regole imposte per l'invio delle fatture elettroniche sono entrate in vigore dall'inizio dell'anno e devono essere rispettate pena l'invalidità delle stesse

Per chi non dovesse aver emesso ancora delle fatture elettroniche nei primi giorni dell'anno corrente l'adeguamento dovrà essere immediato, altrimenti i documenti inviati all'SdI non verranno considerati validi. Naturalmente le maggiori difficoltà riguarderanno coloro che realizzano fatture elettroniche in autonomia senza ricorrere ad intermediari.

A tal proposito è bene precisare che le nuove regole per i codici (nello specifico "Natura" e "TipoDocumento") potevano essere utilizzate dagli emittenti già a partire dall'ultimo trimestre del 2020, questo ha consentito ai provider accreditati di adattare le proprie applicazioni agli standard più recenti per la conformità del tracciato XML.

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Nel comunicato ufficiale del Direttore dell'Agenzia delle Entrate a commento delle nuove disposizioni viene infine sottolineato che nonostante ora la Guardia di Finanza disponga di ulteriori strumenti per il controllo, tutte le modifiche apportate al tracciato XML sono state stabilite in accordo e con la supervisione dell'Autorità Garante per la Privacy.

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