PIL italiano: +1.2% con lo smart working

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PIL italiano: +1.2% con lo smart working

Secondo quanto riportato dall'Ufficio studi di PwC Italia, spostando in smart working tutte le mansioni che potrebbero essere effettuate al di fuori degli uffici il PIL (Prodotto Interno Lordo) del nostro Paese ne otterrebbe un beneficio pari ad almeno 1.2 punti percentuali. Tale potenzialità sarebbe però ben lontana dall'essere pienamente espressa.

Stando ad una rilevazione effettuata in proposito dall'Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano, nel 2019 soltanto il 2% dei lavoratori della Penisola operavano da remoto. Per contro, soprattutto a causa dell'emergenza pandemica in atto, tale percentuale sarebbe cresciuta di 24 punti nei mesi primaverili senza coinvolgere tutti coloro che potrebbero sfruttare tale modalità.

Il lavoro da remoto contribuirebbe ad aumentare l'occupazione femminile facendo crescere ulteriormente il PIL

Nel complesso questi ultimi sarebbero infatti almeno il 35% dei lavoratori italiani e poco meno di 1/3 di essi continuerebbe ad operare in modalità tradizionale. Tale situazione andrebbe soprattutto a discapito delle donne che, grazie allo smart working, potrebbero usufruire di maggiori occasioni per lavorare o trovare un'occupazione.

Il dato relativo alle donne è particolarmente importante perché attualmente l'Italia si posizionerebbe al 76° per tasso di occupazione femminile (fonte Global gender Gap Index del World Economic Forum), se riuscissimo a raggiungere le percentuali di un paese come la Svezia (con oltre il 60% di occupate a tempo pieno) il guadagno per il PIL nostrano potrebbe attestarsi oltre i 650 miliardi.

Lo smart working non sarebbe più performante soltanto dal punto di vista della produttività ma anche da quello dell'organizzazione del lavoro, si calcola infatti che circa il 9% di chi opera in un ufficio debba recarsi almeno un volta al mese in sede fuori dagli orari consueti, e senza un preavviso sufficiente, per effettuare interventi spesso operabili anche da remoto.

Claudio Garau

Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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