La Rete fa paura. L'italia pensa al bavaglio?!

Scopriamo in questi giorni che il governo ha lavorato intensamente ad un nuovo disegno di legge (detto Legge Levi-Prodi) dal titolo "Nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale" volta a regolare ogni forma di pubblicazione tra cui i siti Internet.

Senza scendere in particolari, segnaliamo come il testo citato proponga la creazione di nuovi ed inquietanti vincoli all'informazione online, vincoli che porterebbero, di fatto, alla chiusura di Internet in Italia! Il nuovo disegno di legge, di cui noi italiani certamente non sentivamo il bisogno, propone infatti di assoggettare ogni sito web (sia esso una home-page, un blog o un portale più o meno amatoriale) ad adempimenti insostenibili, registrazioni, vincoli e responsabilità (penali!) tali da portare, di fatto, alla chiusura del 99% del web italiano.

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Ancora una volta si ha la sensazione che i palazzi della politica vogliano regolare (o forse controllare?) ciò che non conoscono: un sito web è un'entità diversa da un giornale, un entità dinamica, in continuo movimento, un entità aperta a pensieri diversi da quelli dell'editore, ecc. Assoggettare siti e blog a regole create per qualcosa di molto diverso sarebbe come imporre allo shuttle il rispetto del codice della strada! Non tutto ciò che si muove lo fa allo steso modo.

Nella speranza che il nostro amato paese non voglia compiere un pericoloso salto verso regimi totalitari quali Cuba e Cina, nonchè un certo ed insensato suicidio economico e sociale, ci auguriamo che qualche esponente di buon senso di questa maggioranza ponga un freno a certe idee che (quantomeno per tempismo) sembrano fatte apposta per mettere il bavaglio a certe iniziative online che, negli ultimi mesi, hanno messo in difficoltà quella che oramai tutti chiamano "la casta".

Sull'argomento segnaliamo l'articolo pubblicato su Blog ufficiale del ministro Di Pietro che, fortunatamente, si dimostra contrario all'iniziativa e ben consapevole dai rischi che ne deriverebbero.

In queste ore si scopre che anche il ministro delle Telecomunicazioni, in una nota sul suo blog, si dice sorpreso del contenuto del disegno di legge definendo "un errore da correggere" la norma sulla registrazione dei siti Internet...

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