Una ricerca sulla genesi dei fake content

Secondo una recente analisi svolta dai ricercatori del Laboratory of Computational Social Science (CssLab) operanti presso l'Istituto di studi avanzati di Lucca e della Sapienza Università di Roma, alla base della proliferazione delle fake news e dei contenuti di disinformazione circolanti in Rete vi sarebbe in fenomeno della polarizzazione.

In sostanza sui social network, ma il discorso potrebbe essere ampliato in generale ad Internet, gli utenti tenderebbero a raccogliersi (polarizzarsi) attorno a delle opinioni o convinzioni immutabili, quindi tutti quei contenuti in grado di confermarle verrebbero accolti con maggiore favore rispetto a qualsiasi informazione in contrasto con esse.

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La polarizzazione sortirebbe l'esito di generare delle comunità "segregate", chiuse in sé stesse, dove qualsiasi elemento di dissenso verrebbe considerato estraneo se non addirittura avversario. Al contrario, un contenuto anche non sottoposto alla prova dei fatti verrebbe considerato veritiero quando in grado di confermare una specifica visione della realtà.

Da questa polarizzazione deriverebbe anche un altro fenomeno particolarmente evidente sui social media, quello della personalizzazione delle comunicazioni, una caratteristica che emergerebbe sia nellle modalità con cui si condividono le informazioni e sia nel modo in cui queste ultime vengono "confezionate" prima di essere comunicate.

La polarizzazione non creerebbe soltanto comunità quasi "isolate" di utenti che si raccolgono intorno ad una determinata visione del mondo, ma anche contrasti tra comunità con visioni differenti; per cui la disinformazione diventerebbe anche una sorta di "strumento di lotta" con il quale affermare ad ogni costo la propria appartenenza ad un gruppo invece che ad un altro.

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