Stampa tradizionale: continua il calo di investimenti pubblicitari

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Lo scenario descritto dalla Research & Business Intelligence di Publicis Media Italy confermerebbe il calo degli investimenti pubblcitari che ormai da un decennio sta interessando la stampa tradizionale. Un fenomeno solo parzialmente arginato da una nicchia di lettori particolarmente fedeli che non sembrerebbero disposti a rinunciare al formato cartaceo.

Considerando il periodo che va dal 2007 allo scorso anno, il decremento registrato sarebbe stato pari al 69%. Ma a preoccupare gli operatori del settore sarebbero in particolare le previsioni per il futuro, con un -6.8% registrato nel 2017 che potrebbe ripetersi anche nel 2018 se non addirittura crescere ulteriormente.

Il mercato pubblicitario su carta stampata presenta delle differenze a seconda dei periodi dell'anno e del formato di riferimento, per cui gli investimenti a favore dei quotidiani tendono ad essere più ingenti nel secondo e terzo trimestre, mentre i periodici sarebbero in grado di generare le performance migliori in marzo, aprile, settembre e novembre.

La transizione verso il digitale avrebbe permesso a diversi editori di incrementare la propria raccolta pubblicitaria, ma anche i tentativi di innovazione potrebbero rivelarsi insufficienti per il destino del comparto. I lettori sarebbero infatti alla ricerca di canali alternativi (perlopiù gratuiti e Web based) con cui soddisfare la propria sete di informazione.

Lo studio evidenzierebbe infatti una diminuzione dei lettori indipendentemente dai formati e dai dispositivi utilizzati (Pc, smartphone, tablet..). Tale decremento starebbe interessando trasversalmente quasi tutte le fasce d'età, con un'eccezione rappresentata dai lettori over 45 (+7%) maggiormente disposti a pagare per le testate ritenute più autorevoli.

Claudio Garau

Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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