AGCM: Apple e Amazon sotto istruttoria

 AGCM: Apple e Amazon sotto istruttoria

L'AGCM (Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato) comunica di aver avviata istruttoria nei confronti delle multinazionali Apple e Amazon per divieto vendita di prodotti a marchio Apple e Beats ai rivenditori che non aderiscono al programma ufficiale. L'iniziativa è stata presa ai sensi dell'art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea.

L'istruttoria dovrebbe essere diretta ad accertare se la Casa di Cupertino e il gruppo capitanato da Jeff Bezos abbiano dato vita ad un'intesa in senso restrittivo della concorrenza per impedire la vendita di prodotti a marchio Apple e Beats da parte dei rivenditori di elettronica non aderenti al programma ufficiale della Apple.

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Il problema, e quindi la necessità da parte dell'Authority di ottenere un chiarimento a riguardo, deriverebbe in questo caso dal fatto che tali rivenditori acquistano in modo assolutamente legittimo i prodotti dai grossisti per rivenderli poi al dettaglio. Non vi sarebbe quindi alcun motivo per vietare loro di operare nello stesso mercato di chi ha deciso di aderire al programma di Tim Cook e soci.

Sempre a parere dell'AGCM l'accordo per escludere dal marketplace alcuni operatori apparirebbe potenzialmente in grado di ridurre la concorrenza per la creazione di barriere allo sbocco dei mercati della vendita su Internet a danno dei cosiddetti rivenditori non ufficiali, rappresentati in genere da PMI che effettuano vendite online tramite servizi di marketplace.

Nello stesso modo l'accordo in essere produrrebbe degli effetti negativi per i consumatori e per le imprese, ciò sia a causa della diminuzione di rivenditori attivi nel canale online e sia perché potrebbe far calare gli incentivi a competere in modo efficace sui prezzi dei prodotti correlati ai brand Apple e Beats. Tali constatazioni sarebbero state maturate a seguito di una segnalazione pervenuta al Garante nel 2019.

Da segnalare infine che, sempre secondo l'AGCM, le restrizioni ora sotto esame potrebbero creare degli impedimenti all'integrazione dei mercati europei laddove il commercio elettronico consente ai rivenditori non ufficiali di effettuare vendite al di fuori dei confini nazionali. Contestualmente, le restrizioni oggetto del procedimento potrebbero limitare il commercio parallelo tra Stati membri di prodotti di elettronica di consumo.

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