AGCOM: la scuola italiana non è digitale

AGCOM: la scuola italiana non è digitale

La recente presentazione dello studio intitolato "Educare Digitale" di AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) descrive la scuola italiana come una realtà tutt'altro che digitalizzata, mancherebbero infatti i requisiti fondamentali per poter parlare di processi d'insegnamento sostenuti dalle più recenti innovazioni tecnologiche.

Tenendo conto delle specifiche relative all'indice DESI (Digital Economy and Society Index), adottato dalla Commissione Europea per misurare il livello di attuazione dell'Agenda Digitale, la Penisola si piazzerebbe al 25° posto su 28 stati membri della UE. La trasformazione digitale della scuola italiana sarebbe addirittura più lenta di quanto non lo sia quella della Pubblica Amministrazione in generale.

Continua dopo la pubblicità...

Tale problematica sarebbe ancora più evidente negli istituti di piccole dimensioni, per quelli più grandi vi sarebbero semmai problemi in termini di capacità organizzative. Contestualmente, ma si tratta di un dato che non stupisce, vi sarebbero delle significative differenze a seconda dell'area geografica e del contesto culturale in cui si colloca la scuola.

Per sostenere digitalmente la nostra didattica sarebbero necessari strumenti adeguati sia in termini di software che di hardware, una maggiore disponibilità delle connettività in Banda Larga, interventi di manutenzione e aggiornamento più frequenti e tempestivi nonché una rete interna che consenta di coordinare razionalmente l'attività degli istituti.

Nelle scuole italiane sarebbe presente in media non più di 1/3 dei terminali rilevabili tramite il dato europeo. Ciò sarebbe la conseguenza di una scarsa propensione agli interventi strutturali, di una scarsa volontà di formare adeguatamente gli educatori e di strategie manageriali che spesso non tengono conto dell'importanza della digitalizzazione.

I commenti degli utenti

I commenti sono sottoposti alle linee guida di moderazione e prima di essere visibili devono essere approvati da un moderatore.