La burocrazia ostacola il Digitale italiano

La burocrazia ostacola il Digitale italiano

Secondo i dati raccolti dai ricercatori della EIB (European Investment Bank) e pubblicati nel report "Who is prepared for the new digital age" l'Italia sarebbe uno dei Paesi meno digitalizzati dell'Unione Europea. Le motivazioni di questo ennesimo ritardo andrebbero ricercate soprattutto in normative talmente macchinose da bloccare l'innovazione nella Penisola.

Al di là della burocrazia vi sarebbero poi altri fattori da tenere in considerazione, come per esempio l'età media molto elevata dei nostri connazionali (intorno ai 44 anni) e un livello di scolarizzazione non particolarmente avanzato che si tradurrebbe in una minore disponibilità di personale sufficientemente formato per affrontare le sfide del Digitale.

Eppure tutte le rilevazioni di mercato dimostrano quanto il contributo dell'High Tech possa essere fondamentale per la crescita del sistema Paese: il 60% delle aziende che operano nel Digitale avrebbero incrementato il numero dei propri dipendenti nel corso dell'ultimo triennio, nel contempo sarebbe aumentata anche la produttività media di queste attività.

E' comunque importante sottolineare che il problema di una Digital Transformation ancora acerba non riguarda soltanto l'Italia, l'intera Europa soffrirebbe ancora di un profondo divario rispetto a realtà come gli Stati Uniti dove i tassi di adozione delle tecnologie più avanzate sarebbero superiori dell'11% nelle infrastrutture e del 13% nei servizi.

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Ad investire nel Digitale in ambito UE sarebbero soprattutto le grandi imprese, mentre si osserverebbe una generale scarsa partecipazione da parte delle aziende meno strutturate che, non a caso, rappresentano una peculiarità del tessuto produttivo italiano. A livello istituzionale, oltre che da uno snellimento le normative, le soluzioni potrebbero arrivare da poliiche che favoriscano l'aggregazione.

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