Anche il Crowdfunding è in emergenza

Kickstarter, popolare piattaforma per il Crowdfunding, avrebbe registrato un decremento del 35% a carico del numero dei progetti finanziati nel periodo caratterizzato dall'emergenza Coronavirus (COVID-19). Questi dati sarebbero stati confermati da Aziz Hasan, CEO del servizio, che avrebbe sottolineato inoltre di non poter prevedere la fine dell'attuale stato di crisi.

Lo scorso anno l'azienda che fa capo a Kickstarter era riuscita a generare profitti per 1.27 milioni di dollari, questo capitale sarebbe stato già investito per garantire il proseguimento delle attività e, stanto così le cose, è sempre più probabile che l'unica soluzione disponibile per garantirsi la sopravvivenza sia una campagna di licenziamenti.

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Il gruppo impiega attualmente 140 lavoratori, una parte di essi potrebbe presto perdere il proprio impiego ma è difficile operare una stima precisa, Hasan e soci non avrebbero fornito dettagli a riguardo e sarebbero già in atto i confronti con le rappresentanze sindacali. L'attuale clima di incertezza non permette certamente di formulare previsioni attendibili.

Hasan ha comunque reso noto che i collaboratori della società non saranno gli unici a pagare il prezzo della difficile situazione attuale, anche i dirigenti assisteranno a una decurtazione delle proprie retribuzioni e la scure sui compensi colpirà persino quelli del CEO. Ciò anche in vista di un'ulteriore riduzione dei progetti nel corso dei prossimi mesi.

Kickstarter è una piattaforma nata nell'aprile del 2009 grazie a un'idea degli imprenditori Perry Chen, Yancey Strickler e Charles Adler che ne sono ancora oggi i proprietari. Sbarcato anche in Italia nel 2015, il servizio non consente di trarre profitto dai progetti finanziati ma in cambio del supporto fornito si possono ricevere prototipi e merchandise o effettuare test di utilizzo in anteprima.

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