Cade l'accusa di spionaggio per Julian Assange

Anche se per il momento non sarebbero disponibili conferme ufficiali da parte delle autorità statuinitensi, sembrerebbe che il governo di Washington abbia deciso di far decadere le accuse di spionaggio nei confronti di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks.

Paradossalmente, sembrerebbe che a dare una mano ad Assange sia stato proprio lo scandalo Datagate; già impegnata a dover spiegare l'attività dell'NSA ai danni dei cittadini americani, la Casa Bianca potrebbe subire un ulteriore danno d'immagine processando l'ex hacker.

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In secondo luogo, gli agenti incaricati di trovare prove contro Assange non sarebbero riusciti ad arrivare a conclusioni rilevanti, per cui ad oggi egli potrebbe essere accusato al massimo di aver informato l'utenza, un "reato" inesistente del quale potrebbe essere imputato qualsiasi giornalista.

La decisione presa in favore di Assange potrebbe non rappresentare comunque una buona notizia per Edward Snowden, la "talpa" del Datagate; infatti, se il primo si sarebbe limitato a rendere pubbliche informazioni sottratte da altri, il secondo è invece accusato di aver materialmente preso possesso di documenti classificati.

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