Commissione Europea: vietare online ciò che è vietato offline

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Commissione Europea: vietare online ciò che è vietato offline

Thierry Breton, Commissario Europeo per il Mercato Interno e i Servizi della Commissione Europa, avrebbe recentemente approfittato di un colloquio online con Sundar Pichai (CEO di Mountain View) per ribadire che l'Unione Europea si starebbe dotando di nuove regole che anche i grandi colossi del Web e dell'high tech dovranno rispettare, anche quando hanno sede in Paesi esterni al mercato unico.

La call tra Breton e il massimo dirigente di Alphabet (il conglomerato finanziario di cui fa parte Google) sarebbe stata il frutto della necessità di un chiarimento, giorni fa infatti Big G avrebbe subito un leak attraverso cui sarebbe trapelato un documento in cui veniva abbozzata la strategia con cui rispondere ad un eventuale inasprimento delle normative europee sulla libera concorrenza.

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Pichai si sarebbe quindi scusato dell'accaduto mentre Breton, uno dei componenti della commissione maggiormente schierati contro la posizione dominante delle Big Company, avrebbe sottolineato che per l'Unione Europea la Rete non dovrebbe essere il "Far West" dove le aziende d'oltreoceano sono in grado di operare senza alcun controllo.

Da questo punto di vista la posizione del commissario apparirebbe essere abbastanza decisa: tutto ciò che è consentito fare offline deve essere permesso anche sul Web, nello stesso modo dovrebbe essere vietato online tutto ciò che è proibito offline. Tale discorso riguarderebbe le leggi che regolano il mercato così come quelle che tutelano il diritto alla privacy.

Queste considerazioni risulterebbero essere ancora più importanti considerando che ad inizio dicembre l'Europa passerà al vaglio le prime bozze del Digital Markets Act e del Digital Services Act, iniziative che dovrebbero introdurre, tra gli altri obblighi per le Web company, quello di condividere parte dei propri dati con i competitor e con i regolatori.

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