I conti in tasca ai big del WebSoft

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I conti in tasca ai big del WebSoft

Secondo il report "La resilienza dei giganti del WebSoft alla pandemia" di Area Studi Mediobanca ad oggi esisterebbero 25 compagnie con un fatturato superiore a 8.5 miliardi di euro pari ad almeno l'1% dei ricavi aggregati del WebSoft. Nel corso del 2019 il loro aggregato avrebbe segnato vendite per 1.014 miliardi e utili per 14.6 miliardi occupando oltre 2.2 milioni di lavoratori in tutto il Mondo.

13 delle 25 aziende precedentemente citate opererebbero in massima parte nel settore dell'internet retailing (quindi e-commerce, servizi per l'entertainment, online travel e sharing mobility), 7 nella produzione di software e 5 nell'Internet services (ad esempio motori di ricerca e social network). Minoritaria la quota dei gruppi impegnati anche nella produzione hardware.

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il Covid non avrebbe portato una contrazione ma una concentrazione del settore del WebSoft

Per quanto riguarda l'aggregato generato nel 2019 dalle filiali italiane delle Big Company, il loro un fatturato sarebbe stato pari a più di 3.3 miliardi cioè lo 0.3% del totale del comparto WebSoft. I lavoratori occupati nella Penisola si sarebbero attestati sulle 11mila unità, pari allo 0.5% del settore nel suo complesso, con oltre mille occupati in più rispetto all'anno precedente.

Nel periodo considerato le filiali italiane dei colossi del WebSoft avrebbero versato circa 70 milioni al fisco italiano, per un taxrate del 32.1%. A livello mondiale circa la metà dell'utile ante imposte dei giganti del WebSoft sarebbe stato tassato in Paesi con fiscalità agevolata, tanto da generare un risparmio fiscale cumulato di oltre 46 miliardi nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019.

In linea generale si osserverebbe la formazione di un mercato sempre più concentrato. Nel 2019 Amazon, Alphabet e Microsoft avrebbero prodotto circa la metà dei ricavi aggregati con Amazon a rappresentarne da sola il 25%. Tra il 2015 e il 2019 sarebbe poi aumentata la distanza fra i primi cinque operatori e gli ultimi cinque: se nel 2015 il gap di fatturato sarebbe stato poco superiore a 285 miliardi, nel 2019 avrebbe superato i 595.

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