Digital Divide in Italia: una questione ancora aperta

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Digital Divide in Italia: una questione ancora aperta

L'Italia sarebbe ancora oggi un paese gravemente interessato dal problema del Digital Divide, cioè il divario esistente tra chi ha effettivo accesso alle tecnologie dell'informazione e chi no; lo rivelerebbe un recente studio condotto dai recercatori dell'ISTAT e presentato all'interno del rapporto intitolato "Cittadini, imprese e ICT".

Per quanto riguarda le connessione in banda larga, la quota delle unità familiari sarebbe passata dal 27.6% dell'anno passato al 30.1% del 2015, mentre quella delle imprese con non meno di 10 dipendenti avrebbe registrato un incremento dal 60% al 63.3%; soltanto nel 2013 il numero delle famiglie italiane connesse non raggiungeva il 50%.

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Il 60.2% degli Italiani di almeno 6 anni di età, parliamo quindi di circa 34.5 milioni di utenti, si sarebbe connesso ad Internet negli corso degli ultimi 12 mesi, dato migliore rispetto a quello del 2014 quando la quota era pari al 57.5% sul totale. Il 40% accederebbe alla Rete quotidianamente e il 16.8% non meno di una volta su base settimanale.

Buono il dato relativo ai giovani, con il 91% di utilizzatori del Web tra i 14 e i 24 anni; a sottolineare l'importanza dei cambiamenti in atto vi sarebbe poi un importante aumento di coloro che fruiscono delle connessioni in banda larga unicamente dai dispositivi mobili, dal 6.6% a 18.6%, o che possono accedere al Web sia da mobile che da postazione fissa (dall'1.4% all'11.5%).

ll 56.3% dei nuclei familiari che non accedono alla Rete eviterebbe di farlo affermando di non disporre delle necessarie competenze, seguirebbero con il 24.5% coloro che si tengono lontani dal Web perché in sostanza non lo ritengono uno strumento utile per la loro vita. Ancora alta la quota di chi non frequenterebbe la Rete perché ritenuta un'attività costosa (14.4%)

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