Gestori dei siti Web responsabili dei commenti

Con la sentenza 54946 la Corte di Cassazione si è pronunciata in favore della responsabilità dei gestori dei siti Internet sui commenti pubblicati dagli utenti; tale indirizzo avrebbe valore per tutte le tipologie di pagine Web, comprese quelle non correlate ad attività professionali, e anche nel caso di commenti non anonimi per i quali sarebbe facile risalire all'autore.

Nello specifico i giudici si sarebbero pronunciati riguardo ad un caso che avrebbe coinvolto il responsabile di un sito dedicato al gioco del calcio, questt'ultimo era stato condannato a causa di un commento pubblicato nel 2009 nel quale il futuro presidente della Figc, Carlo Tavecchio, sarebbe stato citato in modo offensivo.

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Dopo un'assoluzione in primo grado, il legale rappresentante della società che fa capo al sito Web sarebbe stato condannato in appello con sentenza ora confermata dalla Cassazione; la sanzione emanata consisterebbe in 60 mila euro di risarcimento a favore della parte lesa per un "concorso in diffamazione" dovuto alla mancata rimozione dei contenuti in discussione.

Il pronunciamento dei giudici nostrani fa seguito e si pone parzialmente in contrapposizione a quello dei colleghi operanti presso la Corte di Giustizia Europea che, lo scorso anno, avevano invece stabilito che condannare un sito Web per la pubblicazione di commenti anonimi può rappresentare una violazione della libertà d'espressione.

La sentenza della Cassazione pone ora i gestori dei siti Web nella posizione di dover controllare con maggiore attenzione il flusso dei commenti; alcune importanti testate online, si pensi per esempio a piattaforme come Bloomberg Business e Re/Code, hanno invece deciso di bypassare del tutto il problema disabilitando la possibilità di postarli.

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