Google offre 30 miliardi e Snapchat li rifiuta

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Google offre 30 miliardi e Snapchat li rifiuta

Secondo alcune indiscrezioni circolate negli ambienti finanziari Mountain View avrebbe tentato di acquisire la Snap, società a cui si deve l'applicazione per la messaggistica istantanea Snapchat; le trattative tra le due aziende non sarebbero andate però a buon fine perché i dirigenti di Snap avrebbero rifiutato un'offerta multimiliardaria da parte del potenziale acquirente.

Big G si sarebbe fatta avanti ben due volte: la prima nel corso del 2013, con un'offerta pari a 4 miliardi di dollari superiore a quella di Mark Zuckerberg che sarebbe invece ammontata a soli 3 miliardi, la seconda nel 2016 con un rilancio pari a ben 30 miliardi di dollari che Google avrebbe messo sul piatto prima del debutto in Borsa di Snap.

Sia in un caso che nell'altro (così come accaduto per le trattative iniziate da Menlo Park) il tutto si sarebbe risolto in un nulla di fatto;, artefice dei dinieghi sarebbe stato lo stesso CEO di Snap, Evan Spiegel, in quanto convinto che il valore del suo progetto fosse nettamente più elevato. Il dirigente avrebbe invece affermato più volte di essere pronto ad una collaborazione con Mountain View, ma non ad una cessione.

La storia finanziaria di Snap è particolarmente curiosa, si tratta infatti di una realtà che per il momento non produce profitti, genera un fatturato inferiore al miliardo di dollari e nonostante ciò riesce ad attrarre l'interesse degli investitori. Ad oggi però la sua capitalizzazione è molto più bassa di quella conquistata ai tempi dell'IPO, se allora infatti un'azione Snap veniva scambiata per più di 27 dollari, attualmente ne basterebbero poco più di 12.

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Per Google rimarrebbe invece il problema di assicurarsi una presenza importante nel settore del social networking, nessuno dei progetti del gruppo in questa direzione ha avuto successo, basti pensare a piattaforme come Buzz, Orkut e Google+, quindi acquisire una realtà già strutturata come Snapchat permetterebbe alla compagnia di ricuperare perte del terreno perduto.

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