La guerra commerciale USA/Cina non fa bene all'High Tech

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Le ultime notizie riguardanti la vera e propria guerra commerciale attualmente in corso tra Stati Uniti e Cina non sarebbero confortanti, presto potrebbero essere stabiliti nuovi dazi e molto di ciò che accadrà in futuro dipenderà dall'esito del prossimo G20, summit durante il quale il Presidente USA Donald Trump incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping.

I presupposti non sono incoraggianti date le tensioni tra i due Paesi: stando a quanto riportato negli scorsi giorni dalla stampa americana, un mancato accordo potrebbe portare Washington a imporre ulteriori tasse doganali destinate ad entrare in vigore entro il 2019. Intanto a fare sin da subito le spese di tali previsioni sarebbero stati i titoli azionari dei maggiori collossi High Tech.

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E' successo così che nella giornata del 29 ottobre un titolo generalmente garanzia di crescita come quello di Amazon abbia perso oltre il 6% del suo valore. Stesso discorso per quanto riguarda Facebook, con un decremento di più di 2 punti percentuali, e per Netflix, le cui azioni sono scese di quasi il 5% nell'arco di una sola seduta.

Di più difficile lettura il dato riguardante IBM, con un -4.13% che da una parte potrebbe essere interpretato come il risultato di un cattivo andamento generale dei titoli tecnologici mentre, dall'altra, potrebbe indicare una reazione negativa degli investitori alla decisione di stanziare ben 34 miliardi di dollari per l'acquisizione di Red Hat.

IBM avrebbe deciso di prendere il controllo di quest'ultima proprio per rispondere ai timori degli azionisti, preoccupati della possibilità che l'azienda non riuscisse a competere nel mercato del Cloud Computing. Ad oggi sarebbe invece l'entità dell'investimento previsto a suscitare perplessità, questo nonostante Armonk abbia promesso che non ci saranno conseguenze sulla distribuzione dei dividendi.

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