Trump Vs. Huawei, il ban continuerà fino al 2021

Nel 2019 il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump decise di creare una blacklist all'interno della quale elencare tutte le aziende straniere con cui le compagnie americane non possono intrattenere rapporti commerciali, tale iniziativa venne giustificata facendo riferimento alla necessità di garantire la sicurezza nazionale contro attività di spionaggio.

Tra le società colpite dal ban vi è anche la cinese Huawei, una realtà allora in piena crescita sia dal punto di vista della vendita di dispositivi che da quello delle innovazioni tecnologiche dedicate all'Intelligenza Artificiale e alle connessioni ultraveloci in 5G. L'esclusione portò, ad esempio, all'impossibilità di equipaggiare gli smartphone Android di Huawei con i servizi per il mobile di Google.

Ultimamente si era parlato di alcune aperture che avrebbero potuto rilanciare il dialogo tra l'amministrazione di Washington e il gruppo di Shenzhen, voci che sarebbero state smentite da notizie circolate nelle scorse ore secondo cui Trump avrebbe intenzione di prolungare il ban fino all'anno prossimo. Alcune aziende USA dovrebbero poter richiedere una deroga, ma solo dopo aver dimostrato di non potersi rivolgere ad altri partner.

Deroghe e proroghe di accordi verranno accordate in casi particolari e soltanto temporaneamente. Se per esempio una compagnia presente nella lista nera dovesse rivelarsi indispensabile per garantire connettività in una determinata area, potrà continuare ad operare come fornitore hardware e software fino a quando il committente non riuscirà a trovare un'alternativa con sede negli Stati Uniti.

Inutile sottolineare che quando il governo statunitense parla di minacce per la sicurezza nazionale si riferisce in particolare alla Cina, il maggior concorrente tecnologico degli USA. Le accuse lanciate negli scorsi giorni da Trump nei confronti di Pechino a proposito dell'origine del Coronavirus non hanno di certo contribuito a distendere le relazioni tra i due Paesi.

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