Huawei: addio ad Android? Non proprio

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Huawei: addio ad Android? Non proprio

Nelle scorse ore ha suscitato grande clamore la notizia secondo la quale Alphabet, il conglomerato finanziario di cui fa parte Google, avrebbe deciso di terminare la propria collaborazione con Huawei per quanto riguarda l'utilizzo delle licenze connesse al sistema operativo Android. Tale iniziativa sarebbe stata conseguenza delle recenti imposizioni volute dall'amministrazione Trump per limitare il mercato delle aziende cinesi in USA.

Stando così le cose, Huawei non potrà più installare il Robottino Verde nei propri dispositivi? Agli utilizzatori di questi ultimi verrà negato l'accesso al Play Store? Per rispondere a questa domanda cominciamo con il sottolineare che per tutti coloro che hanno già acquistato un device dell'azienda asiatica non cambierà nulla, per essi valgono infatti gli accordi precedentemente siglati, ivi compresi quelli riguardanti gli aggiornamenti di sicurezza e l'uso del marketplace.

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In secondo luogo è bene ricordare che Android è un sistema operativo rilasciato sotto licenza Open Source (Apache 2.0), in futuro quindi nulla vieterà a Huawei di continuare ad integrarlo nei propri progetti. Gli attuali divieti a carico delle compagnie statunitensi riguarderebbero infatti i servizi proprietari, compresi quelli che vengono erogati dal network di Mountain View.

Tanto rumore per nulla? Neanche in questo caso si tratterebbe di un'affermazione precisa, perché la decisione di Washinghton prevedrebbe che i produttori cinesi non possano acquistare software e hardware americano se non previa autorizzazione governativa. I dispositivi prossimi al lancio potrebbero quindi presentare delle differenze rilevanti rispetto a quelli attuali.

Volendo scartare a priori l'idea che Huawei trovi conveniente creare un proprio OS ex novo per reagire agli attuali cambiamenti, è possibile che i suoi futuri device vengano commercializzati senza Play Store e altre applicazioni realizzate da Big G. La loro installazione potrà essere però effettuata successivamente dagli utenti per i quali non sussiste alcun divieto.

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