Huawei: rimarremo in Italia per il 5G

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Huawei: rimarremo in Italia per il 5G

Luigi De Vecchis, Presidente di Huawei Italia, ha recentemente partecipato a un'audizione presso la Camera dei Deputati durante la quale avrebbe confermato l'intenzione dell'azienda di continuare ad operare in Italia. Il gruppo di Shenzhen lavora nel nostro Paese da ormai una quindicina d'anni e vorrebbe continuare a contribuire alla sua crescita economica.

I timori di un eventuale disimpegno sono naturalmente legati alla guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, conflitto che ha visto le istituzioni USA creare una blacklist di aziende asiatiche con cui non intrattenere relazioni economiche. Huawei è stata una delle prime compagnie a rientrare in questa lista con il rischio di comprometterne l'operatività anche in altri stati dell'emisfero occidentale.

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L'audizione di De Vecchis in Parlamento non arriva del tutto inaspettata, per comprenderne le motivazioni è possibile fare riferimento alla recente visita di Mike Pompeo in Italia durante la quale il segretario di Stato americano avrebbe esercitato delle pressioni sul Governo per promuovere un allontanamento dei player orientali dalle infrastrutture 5G nostrane.

A tal proposito il dirigente di Huawei Italia non avrebbe utilizzato mezzi terminini: il suo gruppo sarebbe diventato un capro espiatorio della battaglia senza esclusione di colpi tra le due superpotenze e Pompeo non dovrebbe permettersi di arrivare nella Penisola e tentare di distruggere l'ottimo rapporto creatosi tra la società e la PA italiana.

Per sottolineare il livello di sicurezza dell'infrastruttura di rete attualmente in uso, De Vecchis avrebbe ricordato che nel corso dell'anno passato si sarebbero verificatii 157 attacchi per 967 milioni di minuti di disservizi pari allo 0.062% del minutaggio complessivo. Il 67% di tali episodi sarebbe stato causato da errori di sistema, il 18% da errori umani e soltanto il 5% da attacchi di utenti malintenzionati.

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