L'Ungheria (non) vuole una tassa sul Web

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L'Ungheria (non) vuole una tassa sul Web

Il governo magiaro sembrerebbe seriamente intenzionato ad introdurre una nuova tassa a carico di tutti i cittadini ungheresi che hanno accesso ad Internet; parliamo della prima vera e propria "tassa sul Web" mai progettata da un'istituzione nazionale del Vecchio Continente; inutile dire che l'inziativa non avrebbe mancato di suscitare polemiche.

Sarebbero state circa 10 mila le persone scese in piazza a Budapest per contestare il disegno di legge fortemente voluto dal primo ministro Viktor Orban; quest'ultimo è a capo del partito Fidesz che può contare sulla maggioranza assoluta dei seggi in parlamento; solo un'importante presa di posizione dell'opinione pubblica potrebbe quindi impedirne l'approvazione.

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I portavoce dei manifestanti, che hanno occupato le vie della bellissima capitale attraversata dal Danubio illuminando l'oscurità con i propri smartphone, avrebbero definito "medioevale" il disegno di legge contestato, un disincentivo che potrebbe limitare sensibilmente le capacità d'innovazione di uno stato caratterizzato da grandi potenzialità in termini di crescita sciale ed economica.

La tassa in oggetto sarebbe stata annunciata il 21 ottobre scorso dal ministro ungherese dell'Economia Mihaly Varga, essa ammonterebbe a 150 fiorini, cioè circa 50 centesimi di euro al cambio attuale, per ciascun Gb di traffico prodotto attraverso una connessione ad Internet; ora gli oppositori avrebbero imposto un suo ritiro entro 48 ore minacciando di ritornare in piazza se non ascoltati.

Ci si augura che l'idea di tassare la navigazione Web non rappresenti un'ispirazione per i nostri soggetti istituzionali, anche per via del fatto che, essendo la Penisola una nazione non particolarmente alfabetizzata dal punto di vista informatico, un eventuale balzello a danno degli internauti potrebbe essere approvato senza doversi confrontare con alcuna manifestazione di protesta.

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