Lavoro Generazione Z: una moltitudine di talenti digitali da non lasciar fuggire all'estero

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Hanno fame di Web, social e innovazione. Sono nati tra dopo il 1995, in pieno boom di Internet, e sono abituati al multitasking ed all'uso simultaneo di una molteplicità di dispositivi, vivono connessi attraverso i social e sanno sfruttare gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie dell'informazione. Questo è l'identikit della cosiddetta Generazione Z, un esercito di quasi 2 miliardi di persone che entro il 2025 costituirà circa il 30% della forza lavoro a livello globale.

Una generazione fermamente convinta che la tecnologia possa migliorare il mondo

Questo esercito di nuovi talenti si appresta, quindi, ad entrare nelle aziende portando con se una ventata di innovazione e, nel contempo, offrendo a queste ultime una grande opportunità di cambiamento. Secondo lo studio condotto dalla Varkey Foundation di Londra, l'84% degli appartenenti alla generazione Z crede fermamente che la tecnologia possa contribuire a creare un futuro migliore. In altre parole quello che è stato messo in moto dalla generazione dei millenials verrà portato a compimento dalla generazione Z che, secondo gli esperti, avrà un impatto importante sulle dinamiche aziendali cui siamo abituati.

Evitare la migrazione dei nuovi talenti digitali

Una sfida importante per l'Italia sarà riuscire a trattenere questi nuovi talenti digitali ed evitare che migrino all'estero attratti da ambienti di lavoro più adatti alle loro aspettative ed abitudini di vita.

Coltivare le potenzialità dei giovani rappresenta, quindi, unimportante leva per evitarne l'esodo. Ciò che è stato fatto finora, evidentemente, non è sufficiente per rendere attrattivo il nostro paese: lultimo report ISTAT "Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente", ha stimato infatti come siano stati ben 28mila i giovani laureati italiani che nel 2017 hanno deciso di abbandonare il Paese per cercare nuove opportunità, a cui si sono aggiunti 33mila diplomati 25enni. Una scelta fatta da oltre 244mila giovani negli ultimi 5 anni, di cui il 64% con un titolo di studio medio-alto.

Per Claire Madden, ricercatrice ed autrice del best seller Hello Gen Z: Engaging the Generation of Post-Millennials "I digitali sono in cerca di livelli equamente elevati di affermazione e coinvolgimento nelle interazioni sul lavoro. Gli appartenenti alla Generazione Z riescono ad adattarsi facilmente al contesto lavorativo e non hanno paura di trasformazioni e transizioni. Hanno solo bisogno di un ambiente in cui possano esprimere il loro potenziale e riuscire a portare innovazione".

Massimiliano Bossi

Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Convintamente "nerd", sono il fondatore di MRW.it e mi occupo quotidianamente di tecnologia e nuovi media digitali da più di vent'anni.

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