I manager abbandonano Snapchat

Quello dell'applicazione per la messaggistica istantanea Snapchat è stato un successo per molti versi inatteso. Pur operando in un settore divenuto rapidamente saturo per via della presenza di player importanti, il progetto è riuscito a raccogliere centinaia di milioni di iscritti nascendo e conservandosi come realtà del tutto indipendente.

Snap Inc, la società che fa capo a Snapchat, ha ricevuto nel tempo finanziamenti per miliardi di dollari ed è quotata in Borsa dal marzo del 2017. Nonostante ciò il problema della monetizzazione è sempre stato presente nel corso della sua evoluzione, tanto che alcuni analisti considerano la capitalizzazione dell'azienda ben superiore al suo valore reale.

Si tratta forse di preocupazioni sentite anche a livello dirigenziale, perché nel corso degli ultimi mesi diversi top manager di Snap Inc hanno optato per l'abbandono. A tal proposito andrebbe segnalato il recentissimo addio di Tim Stone, CFO (Chief Financial Officer) la cui decisione di licenziarsi sarebbe arrivata appena 8 mesi dopo l'accettazione dell'incarico.

L'allontanamento volontario di Stone avrebbe determinato un ulteriore decremento dei titoli azionari del gruppo, con un perdita del 7% in poche ore. A ciò si aggiunga che il valore delle azioni di Snap Inc ha subito una diminuzione di circa il 50% nel corso dell'anno passato anche per via delle defezioni a carico del management.

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Oltre alle dinissioni di Stone, che in precedenza aveva lavorato per Amazon, si segnalano anche quelle di Imran Khan, Chief Strategy la cui decisione di percorrere altre strade è stata resa nota la scorsa estate. Al suo posto è stato assunto un personaggio del calibro di Jared Grusd, prima collaboratore di Mountain View e Spotify.

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