Riecco la Web Tax (rivista e corretta)

Riecco la Web Tax (rivista e corretta)

Secondo quanto riferito dal sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze Enrico Zanetti, il Governo italiano sarebbe intenzionato a lanciare una nuova proposta riguardante la cosiddetta WebTax, cioè il pacchetto di imposte che anche le multinazionali che operano online dovrebbero essere obbligate a pagare in favore del nostro erario.

I precendenti tentativi di introdurre queste misure fiscali si erano risolte con un nulla di fatto, ora l'idea dovrebbe essere quella di riprendere almeno in parte la Diverted Profit Tax in vigore in Inghilterra, soluzione grazie alla quale Londra sarebbe riuscita a limitare almeno in parte l'elusione fiscale prodotta dai giganti stranieri con sede in paesi che offrono fiscalità di vantaggio.

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In sostanza le aziende coinvolte potrebbero dover scegliere tra tre diverse possibilità; la prima riguarderebbe il divenire un'organizzazione virtuale e stabile, cioè operante in modo continuativo in Italia, pur avendo sede legale altrove, e in grado di ricevere un ammontare di pagamenti superiore ad una soglia stabilità per legge.

Il secondo caso riguarderebbe una trattenuta pari al 25% sulle somme guadagnate nella Penisola, ma trasferite all'estero, prima che queste vengano versate al di fuori dei confini italiani; parliamo quindi di una sorta di forfait o, per meglio dire, di una vera e propria trattenuta alla fonte, che nessuna azienda potrebbe riuscire ad evitare.

Terza possibilità: divenire una "organizzazione stabile"; in questo modo si potrebbe evitare la trattenuta del 25% (al netto delle imposte già spettanti all'Erario) divenendo così in tutto e per tutto un'azienda soggetta al regime fiscale nostrano; un'eventualità, quest'ultima, che ogni commercialista sano di mente tenderebbe a sconsigliare.

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