Tim Cook accusa la UE di antiamericanismo

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Tim Cook accusa la UE di antiamericanismo

La Commissione Europea ha recentemente richiesto alla Casa di Cupertino di versare ben 13 miliardi di euro in tasse dopo aver verificato un "aiuto di stato" in favore dell'azienda da parte del fisco irlandese; quest'ultimo infatti pratica un regime fiscale di estremo vantaggio per le aziende estere che stabiliscono la propria sede legale entro i confini del paese.

Naturalmente la risposta da parte della Apple a questa iniziativa è stata particolarmente risentita, "a caldo" Tim Cook, il CEO dell'azienda californiana, ha definito l'iniziativa europea come frutto di un sentimento antiamericano che in futuro potrebbe pregiudicare i rapporti economici tra il Vecchio Continente e le compagnie d'Oltreoceano.

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Sempre a proposito dell'onerosa richiesta formulata dalla Commissione, Cook avrebbe definito tale decisione squisitamente "politica", cioè non supportata di fatto da alcuna legge e da alcuna motivazione. Sostanzialmente, e a suo parere, la Mela Morsicata sarebbe stata presa di mira soprattutto in quanto azienda statunitense

L'accusa del massimo dirigente di Cupertino appare sufficiente chiara: l'Unione Europea starebbe lavorando per allocare tasse che le società statunitensi dovrebbe invece pagare nel proprio paese, questa presa di posizione potrebbe però rivelarsi controproducente sia per quanto riguarda gli stimoli all'imprenditoria che per quelli all'occupazione.

In realtà quanto avvenuto sarebbe stato causato in gran parte dal fatto che gli stati membri della UE non hanno mai attivato una politica fiscale armonica, per cui ad oggi abbiamo nazioni che vantano fiscalità di tutto vantaggio (Irlanda, Lussemburgo, Olanda..) e altre, basterebbe citare la Penisola, dove le tasse per le aziende sono particolarmente elevate.

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