Twitter censurato in Pakistan

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Il governo del Pakistan ha deciso di bloccare il servizo per il microblogging Twitter su disposizione del Ministero delle Tecnologie per l'Informazione, a motivare tale iniziativa sarebbe, a dire delle autorità del paese, l'insistenza con cui esso pemette la circolazione di contenuti ritenuti blasfemi.

Secondo quanto reso noto da Islamabad, il blocco (ma possiamo chiamarlo tranquillamente con il suo vero nome, "censura") sarebbe stato effettuato dopo numerose segnalazioni inviate ai vertici di Twitter a cui non avrebbe fatto seguito alcuna risposta.

A rendere ancora più accesa la diatriba sarebbe stato un contest pubblicizzato su Twittter il cui obiettivo era quello di proporre delle caricature del profeta Maometto, un'iniziativa che avrebbe suscitato reazioni sdegnate da parte dell'opinione pubblica del paese mediorientale in cui si contano 6 milioni di iscritti al servizio.

Non è la prima volta che un social network a diffusione mondiale deve fare i conti con le autorità del Pakistan, circa 2 anni fa infatti anche Facebook fu temporaneamente bloccato in seguito ad una sentenza pronunciata dall'Alta Corte di Lahore.

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