USA: cronologia degli utenti in vendita

USA: cronologia degli utenti in vendita

Il senato e il congresso degli Stati Uniti hanno abolito la normativa introdotta nel 2016 dalla Federal Communications Commission che impediva ai provider Internet di vendere i dati di navigazione dei propri clienti per fini pubblicitari senza prima richiedere il loro esplicito consenso. Si tratta di un'iniziativa che ragionevolmente crea grandi preoccupazioni in tema di tutela della privacy.

Le implicazioni derivanti da questa decisione sono però ancora più ampie perché non riguardano soltanto la riservatezza in Rete, se prima infatti i fornitori di servizi Web erano obbligati a informare gli utenti in caso di attacchi informatici a carico dei loro account, ora le aziende non dovranno più sottostare a questo vincolo fondamentale per la trasparenza.

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Secondo i promotori di questa iniziativa essa permetterà di cancellare alcune ingiustizie legate alla normativa ora abolita, fino ad oggi infatti società come Google e Facebook avevano la possibilità di utilizzare i dati degli utenti per fini commerciali, mentre tale opportunità veniva negata ai provider che accusavano i colossi del Web di concorrenza sleale.

Per contro i motori di ricerca e i social network si sarebbero sempre difesi sottolineando che la loro attività è limitata ai servizi che offrono all'interno dei loro network, mentre i provider potrebbero essere virtualmente in grado di fornire informazioni su tutte le abitudini di navigazione dei propri clienti, senza alcun limite.

Quanto avvenuto rappresenta forse un colpo mortale per il principio della neutralità in Rete e, di conseguenza, per il diritto di non essere discriminati sulla base della natura delle proprie comunicazioni e dei propri accessi. Se il modello statunitense dovesse estendersi il ruolo dei provider, considerati fino ad oggi dei semplice intermediari (o "trasmettitori") potrebbe cambiare radicalmente.

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