Vidme e l'insostenibile business del video streaming

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Il 15 dicembre 2017 Vidme smetterà di erogare il suo servizio di video streaming, si chiuderanno così i battenti di uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni per un settore che da troppo tempo vede dominare i soliti grandi brand. L'impossibilità di divenire concorrenziale rispetto a questi ultimi sarebbe stata una delle cause che hanno portato al fallimenti della piattaforma.

Ad ammettere la disfatta e l'insostenibilità del modello di business scelto sarebbero stati gli stessi vertici di Vidme che già da alcune ora non permette più la creazione di nuovi account o l'upload di nuovi filmati; i video già caricati sul servizio continueranno ad essere visibili, ma soltanto fino alla scadenza decisa dai gestori.

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Nonostante il naufragio dell'iniziativa è già stata fornita la rassicurazione che tutti i ricavi non ancora liquidati ai creatori dei contenuti verranno accreditati entro 60 giorni. I filmati presenti sui server saranno invece eliminati. Prevista la sospensione anche per i video accessibili a pagamento e per le sottoscrizioni in abbonamento premium.

Nato nel 2014, Vidme era riuscito a generare numeri abbastanza interessanti, arrivando a contare circa 25 milioni di utilizzatori nel corso del 2016; orientato in particolare ai millenials soffriva però della concorrenza con veri e propri colossi a livello mondiale, come per esempio YouTube (di Google) con i suoi 1.5 miliardi di utenti.

Il co-fondatore Warren Shaeffer e soci hanno affermato di essere impegnati in un nuovo progetto che, se tutto dovesse andare come previsto, verrà presentato nel corso dell'ormai imminente 2018. Purtroppo per i dipendenti di Vidme non tutta la vecchia guardia potrà partecipare a questa avventura e molti di loro sarebbero già alla ricerca di un nuovo posto di lavoro.

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