AGCOM boccia lo scorporo della rete TIM

AGCOM boccia lo scorporo della rete TIM

AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha presentato un report di circa 500 pagine nel quale vengono espresse le motivazioni legate alla bocciatura del progetto di scorporo della rete presentato da TIM. In sostanza esisterebbe la convinzione che anche procedendo con esso l'azienda manterrebbe la posizione dominante attualmente detenuta nel mercato di riferimento.

L'idea di TIM dovrebbe essere infatti quella di far confluire gli asset di rete in una società denominata NetCo, ma in ogni caso quest'ultima sarebbe una controllata della prima e (almeno a parere dell'Authority) non vi sarebbe alcun vantaggio né per l'utenza né per lo stesso provider. Se teoricamente TIM decidesse di non trattare equamente i propri partner commerciali avrebbe quindi la possibilità di farlo.

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A riprova di quanto detto vi sarebbe anche il fatto che TIM stessa non sembrerebbe più interessata alllo scoporo nella forma inizialmente prevista, esso infatti era stato concepito per risolvere alcune problematiche del gruppo inerenti la concorrenza, ma dati i presupposti si sarebbe dimostrato rapidamente obsoleto e scarsamente applicabile.

Si consideri poi che Vivendi, l'azionista di maggioranza di TIM, non sarebbe assolutamente interessata al progetto. Quest'ultima però non ha un controllo diretto sul consiglio di amministrazione della società che fa invece capo al Fondo Elliott i cui membri sembrerebbero essere invece favorevoli allo scorporo se non addirittura alla cessione della rete.

Una situazione ingarbugliata alla cui complessità starebbero contribuendo anche diverse ingerenze governative. L'attuale esecutivo si sarebbe infatti dichiarato a favore della costituzione di una nuova realtà in partnership con Open Fiber, società che in passato aveva fatto parlare di sé proprio a causa di una sua possibile acquisizione da parte di TIM.

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