AGCOM: lo stato della disinformazione in Italia

Secondo quanto riportato da AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) nel primo numero del suo Osservatorio sulla disinformazione online, circa l'8% dei contenuti informativi distribuiti in Rete nel corso del 2018 sarebbero stati realizzati con lo scopo di creare disinformazione presso l'utenza. Nel 53% dei casi gli argomenti trattati avrebbero fatto riferimento a cronaca e politica, nel 18% a tematiche scientifiche.

Per quanto riguarda la metodologia utilizzata durante lo studio, esso è stato effettuato analizzando un archivio composto da milioni di articoli pubblicati non sono da vere e proprie attività editoriali, ma anche da siti Web e altri operatori la cui attività online potrebbe essere in qualche modo ascrivibile ala disinformazione sistematica.

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I temi su cui si concentrerebbe la disinformazione veicolata attraverso i canali digitali sarebbero soprattutto quelli correlati alla criminalità, all'immigrazione e alla disoccupazione. Nella maggior parte dei casi il target dei contenuti sarebbe identificabile in un particolare segmento dell'utenza caratterizzato da una tendenza praticamente assente alla verifica delle fonti.

La ricerca di AGCOM si inquadra in una più vasta iniziativa volta a monitorare la qualità dell'informazione in vista delle prossime Elezioni Europee che si svolgeranno tra il 23 e il 26 maggio 2019. Attività di disinformazione a questo riguardo sarebbero state rilevate già a partire dalla prima metà dello scorso anno e potrebbero aumentare con l'inasprirsi della campagna elettorale.

Basato sulla recente esperienza del report intitolato "News vs. fake nel sistema dell'informazione", lo studio dell'Authority e i suoi risultati non avrebbero mancato di suscitare polemiche. Diversi operatori dell'informazione online lamenterebbero infatti la mancanza di attività di controllo dello stesso tipo a carico delle testate tradizionali.

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