.com: i prezzi potrebbero raddoppiare

.com: i prezzi potrebbero raddoppiare

Stando alle clausole di un accordo risalente al novembre 2018 tra Verisign e la NTIA (National Telecommunications and Information Administration), agenzia che fa capo al Dipartimento del Commercio statunitense, il prezzo massimo (price cap) dei nomi a dominio con estensione .com potrà essere "rimodulato" per la prima volta dal 2012 ad oggi.

A livello pratico ciò dovrebbe portare dagli attuali 7.85 dollari per nome a dominio fino ad un massimo di 13.50 dollari entro il prossimo decennio, questo perché gli incrementi annui applicati ai listini non potranno superare il 7%. E' comunque necessario tenere conto che questi non saranno i prezzi finali di mercato, ovviamente più alti per via dei ricarichi operati dai provider.

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Perché l'accordo produca i suoi effetti è necessario attendere il benestare dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) che però avrebbe già fatto sapere di non avere alcuna voce in capitolo per quanto riguarda i prezzi, al controllo di questi ultimi è invece deputato il Dipartimento del Commercio già orientato ad un'applicazione dei rincari.

Ad oggi i negoziati sarebbero ancora in fase di svolgimento e l'ipotesi più concreta sembrerebbe essere quella di un iniziale periodo d'incremento compreso tra il 2020 e il 2023, una pausa tra il 2024 e il 2025 e infine un passaggio graduale al price cap definitivo. Sulla questione è già in atto un confronto pubblico che dovrebbe portare ad un pronunciamento definitivo entro marzo 2020.

L'intezione di rimuovere il limite di prezzo precedentemente stabilito sarebbe stata motivata facendo riferimento alla liberalizzazione del settore (con decine di nuovi suffissi per le registrazioni) e ad un panorama completamente mutato a causa della crescita dei social network, tutti argomenti in linea generale condivisibili ma non necessariamente in grado di giustificare i futuri aumenti.

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