Editoria: la pirateria costa migliaia di posti di lavoro

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Editoria: la pirateria costa migliaia di posti di lavoro

I ricercatori di IPSOS hanno condotto uno studio sul fenomeno della pirateria editoriale nella Penisola per conto dell'AIE (Associazione Italiana Editori). Dai risultati dell'indagine emergerebbe quanto tale fenomeno sia ancora molto diffuso: almeno 1 nostro connazionale su 4 avrebbe scaricato illegalmente un e-book o un audiolibro da Internet.

Gli utenti meno propensi al download illegale dal Web di opere coperte da diritto d'autore sarebbero quelli che preferiscono il formato cartaceo, nel loro caso la diffusione della pirateria non andrebbe infatti oltre il 45%. Ben più sostanziose le percentuali relative a chi preferisce gli e-book (68 punti) e chi usufruisce di audiolibri e podcast (66%).

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Per quanto riguarda le caratteristiche di coloro che scaricano più frequentemente contenuti in violazione del Copyright, la categoria maggiormente coinvolta sembrerebbe essere quella degli studenti universitari (80%) seguita da professionisti come architetti, avvocati e ingegneri (61%). Nel complesso il 36% degli Italiani over 15 contribuirebbe al fenomeno.

Brutte notizie anche per quanto riguarda l'impatto della pirateria sui livelli occupazionali, i posti di lavoro andati perduti a causa di questa pratica sarebbero non meno di 8.800, 3.600 tenendo conto del solo mercato del libro. In linea generale mancherebbe una consapevolezza diffusa dell'impatto negativo derivante dal download illegale.

Il mercato editoriale del Belpaese andrebbe così a perdere circa 107 milioni all'anno, il risultato di più di 290 mila attività di pirateria digitale al giorno. Globalmente il solo fatturato derivante dai libri subirebbe un ammanco pari a quasi 530 milioni l'anno, in sostanza il 23% del valore di mercato mondiale di questo settore verrebbe cancellato a causa di attività illegali.

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